
Il cuore di Savona batte al ritmo dei “Muri”: i radioamatori dell’A.R.I. di Savona O.D.V. in servizio alla Processione del Venerdì Santo 2026
Una città immobile, sospesa nel silenzio, rotta soltanto dal battito cadenzato dei “muri” (i caratteristici martelletti di legno). Venerdì 3 aprile 2026, Savona ha rinnovato uno dei suoi riti più antichi e identitari: la solenne Processione del Venerdì Santo, l’evento biennale che trasforma il centro storico in un teatro di fede, arte e devozione a cielo aperto.
Ma facciamo un passo indietro. Invitati a partecipare alle riunioni organizzative insieme a tutte le altre associazioni che hanno aderito all’iniziativa, siamo stati informati sui numeri dell’evento e sul conseguente piano di sicurezza: circa 700 “camalli”, 80 persone impiegate nella sicurezza e un’affluenza prevista di 20.000 presenze lungo il percorso. Numeri imponenti, che ci hanno spinto ad alzare al massimo la soglia di attenzione.
Il nostro compito? Monitorare l’intero tragitto della manifestazione con i nostri operatori radio, operando in diretta sinergia con il C.O.C. (Centro Operativo Comunale) e con le squadre d’emergenza dei volontari della Croce dislocate sul territorio.
Fin dalle prime ore del crepuscolo, migliaia di fedeli, turisti e curiosi si sono accalcati lungo il tragitto, quest’anno baciato da una limpida e fresca serata primaverile. Alle 20:30, il portale della Cattedrale di Nostra Signora Assunta si è aperto, dando ufficialmente il via al corteo.
Le quindici “Casse” lignee – vero cuore della manifestazione – sono un autentico museo d’arte a spalla: capolavori della scultura barocca e rococò (firmati da maestri del calibro di Anton Maria Maragliano e Filippo Parodi) che ripercorrono i momenti salienti della Passione di Cristo. Ciascun gruppo scultoreo, dal peso di diverse centinaia di chili, richiede lo sforzo coordinato e faticoso dei camalli (i portatori delle Confraternite), che avanzano con il tipico passo dondolante.
Vederle sfilare una dopo l’altra è un’esperienza che toglie il fiato. Non tarda però ad arrivare la prima chiamata via radio: «Postazione XXX, serve assistenza sanitaria». Informato immediatamente il responsabile della Croce, ci siamo diretti sul posto con una squadra per gestire il primo malore di una lunga serie…
Il lungo corteo ha attraversato i nodi nevralgici della città: dal passaggio in Via Gramsci, sotto la storica torre cittadina, al successivo transito in Via Paleocapa. Nel frattempo, noi operatori ci muovevamo lungo la manifestazione per garantire supporto a chiunque ne avesse bisogno. È doveroso rivolgere un sentito grazie a tutti i radioamatori presenti che, con grande professionalità, hanno gestito le varie criticità.
Abbiamo reso al C.O.C. un servizio essenziale, informando in tempo reale su quanto accadeva lungo il percorso. La sinergia con gli operatori della Croce si è confermata ormai assodata, consentendo interventi tempestivi e risolutivi per un servizio autonomo, funzionale e affidabile.
Attorno alla mezzanotte si è giunti in Piazza Sisto IV: sotto la facciata illuminata del Palazzo Civico, tutte le Casse si sono schierate di fronte alla folla silenziosa. Il Vescovo della Diocesi di Savona-Noli, affacciatosi dal loggiato del Comune, ha impartito la solenne benedizione con la reliquia della Santa Croce.
Un lungo e liberatorio applauso ha salutato i portatori. Con esso è arrivata la stanchezza, accompagnata però dalla profonda soddisfazione di aver dato il nostro contributo volontario alla cittadinanza. Siamo orgogliosi di aver fatto la nostra parte partecipando attivamente alla realizzazione della Processione del 2026, il principale evento per Savona e per i savonesi, capace di fermare il tempo per rivivere una tradizione che appartiene a tutti.
Il Consiglio Direttivo
