Durante la programmazione della Baofeng UV-10R con CHIRP-next, l’assenza dei simboli di shift positivo o negativo in modalità memoria può sembrare un errore. In realtà, i canali memorizzati contengono direttamente le frequenze di ricezione e trasmissione, mentre la gestione dello shift viene applicata soprattutto in modalità VFO.
L’articolo illustra l’uso dei campi Duplex, Offset e Split in CHIRP, la verifica delle frequenze tramite PTT, la visualizzazione dei canali e la selezione numerica delle memorie. Distingue inoltre tra configurazione della radio, aggiornamento di CHIRP-next e firmware, chiarendo che OpenGD77 non è compatibile con una normale radio FM analogica come la UV-10R.
Un’altra scoperta durante la configurazione della mia prima radio
Proseguendo gli esperimenti con la mia Baofeng UV-10R, acquistata recentemente a una fiera dell’elettronica e programmata attraverso CHIRP-next, mi sono imbattuto in un comportamento che inizialmente mi ha fatto pensare a un errore di configurazione.
Come ho raccontato nel precedente articolo dedicato alla mia prima ricetrasmittente, sono riuscito a leggere la configurazione originale della UV-10R utilizzando CHIRP-next con il profilo di compatibilità Baofeng UV-5R.
Successivamente ho importato numerosi ripetitori FM attraverso i file CSV ottenuti dal database IZ8WNH, trasferendoli nelle memorie della radio.
Tutto sembrava funzionare correttamente, ma durante la verifica dei canali programmati ho notato un particolare: in modalità memoria non vedevo più sul display i simboli dello shift positivo o negativo, che invece comparivano quando programmavo manualmente le frequenze in modalità VFO.
Mi sono quindi chiesto: CHIRP ha davvero memorizzato correttamente gli offset dei ripetitori?
La risposta è sì, e la spiegazione è interessante perché permette di comprendere meglio come queste radio gestiscono internamente le memorie.
VFO e MR: due modalità di funzionamento differenti
La Baofeng UV-10R, analogamente alla UV-5R, dispone di due modalità operative principali.
Modalità VFO – Frequency Mode
In modalità VFO si lavora direttamente sulle frequenze.
Possiamo digitare la frequenza di ricezione e configurare manualmente i parametri necessari per utilizzare un ripetitore.
I menu più importanti sono:
| Menu | Funzione | Esempio |
|---|---|---|
| 25 – SFT-D | Direzione dello shift | + oppure − |
| 26 – OFFSET | Valore dello spostamento | 00.600 MHz |
| 13 – T-CTCS | Tono CTCSS in trasmissione | 162.2 Hz |
Se, per esempio, vogliamo utilizzare il ponte IR1V di Bergeggi, possiamo impostare:
- Frequenza RX: 145,775 MHz
- Shift: negativo
- Offset: 0,600 MHz
- Frequenza TX risultante: 145,175 MHz
- Tono CTCSS: 162,2 Hz
In questa modalità la radio calcola la frequenza di trasmissione partendo dalla frequenza visualizzata e applicando lo shift configurato.
Il display mostra normalmente il segno + o −, permettendoci di riconoscere immediatamente la direzione dello spostamento.
Modalità MR – Memory Mode
La modalità MR, invece, utilizza le memorie precedentemente programmate.
Ed è proprio qui che ho scoperto una caratteristica importante delle Baofeng della famiglia UV-5R.
In modalità memoria la radio non utilizza lo shift nello stesso modo della modalità VFO.
Ogni canale contiene infatti le informazioni necessarie per utilizzare direttamente la frequenza di ricezione e quella di trasmissione.
In pratica, la memoria conserva la coppia di frequenze RX/TX, anziché dover calcolare ogni volta la frequenza TX applicando l’offset.
Questo significa che i menu SFT-D e OFFSET, utilizzati normalmente in modalità VFO, non rappresentano necessariamente i parametri operativi del canale memorizzato.
Il comportamento del display cambia di conseguenza.
Non vedere il singolo simbolo + o − non significa quindi che lo shift sia stato perso.
In alcune versioni del firmware può essere visualizzata un’indicazione generica di frequenze RX/TX differenti, ma non bisogna confonderla con il segno dello shift impostato in VFO.
Come CHIRP-next programma gli shift
Quando si utilizzano i ripetitori attraverso CHIRP-next, il software offre diverse possibilità per specificare le frequenze di ricezione e trasmissione.
La modalità più semplice consiste nell’utilizzare le colonne Frequency, Duplex e Offset.
Metodo 1 – Duplex e Offset
Supponiamo di voler programmare un ripetitore UHF con queste caratteristiche:
- Frequenza RX: 430,125 MHz
- Shift: +1,600 MHz
- Frequenza TX: 431,725 MHz
Nella tabella di CHIRP-next imposteremo:
| Campo CHIRP | Valore |
|---|---|
| Frequency | 430.125000 |
| Duplex | + |
| Offset | 1.600000 |
| Mode | FM |
CHIRP determina quindi la frequenza di trasmissione:
430,125 + 1,600 = 431,725 MHz
Durante il trasferimento della configurazione, il driver della famiglia UV-5R converte queste informazioni nel formato richiesto dalla memoria della radio.
Il risultato è una coppia di frequenze RX/TX già definita.
Non occorre quindi impostare nuovamente lo shift dalla tastiera della radio dopo aver caricato i canali con CHIRP.
Metodo 2 – Frequenze RX e TX separate
CHIRP permette anche di specificare direttamente una frequenza di trasmissione diversa da quella di ricezione.
Per ottenere questo risultato si utilizza l’opzione Split.
Riprendiamo lo stesso esempio:
| Campo CHIRP | Valore |
|---|---|
| Frequency | 430.125000 |
| Duplex | split |
| Offset | 431.725000 |
In questo caso il campo Offset non rappresenta più uno spostamento espresso in MHz, ma contiene direttamente la frequenza assoluta di trasmissione.
È una distinzione importante, soprattutto quando si lavora con configurazioni particolari o frequenze che non seguono gli offset convenzionali.
Attenzione anche al valore off: in CHIRP significa disabilitare la trasmissione sul canale, se questa funzione è supportata dalla radio. Non deve essere confuso con split.
Per i comuni ripetitori radioamatoriali rimane generalmente più intuitivo il primo metodo, basato su direzione e valore dello shift.
La prova pratica: cosa succede premendo il PTT?
Dopo aver scoperto questo comportamento, ho voluto verificare direttamente sulla mia UV-10R se le frequenze fossero state memorizzate correttamente.
Ho selezionato uno dei ripetitori precedentemente programmati con CHIRP-next e ho osservato il display durante la pressione del pulsante PTT.
Il risultato è stato immediato.
La frequenza visualizzata cambiava da quella di ricezione a quella di trasmissione!
Rilasciando il PTT, il display tornava a mostrare la frequenza RX.
Questa prova ha confermato che, nonostante l’assenza del segno dello shift, il canale conteneva due frequenze differenti.
È esattamente il comportamento previsto.
Naturalmente, la variazione visualizzata non dimostra da sola che il ponte abbia ricevuto il segnale o che tutti i parametri, compreso il CTCSS, siano corretti.
Per verificare la trasmissione effettiva occorre effettuare un controllo con strumenti adeguati o concordare una prova radio con un corrispondente.
Una precauzione importante: premere il PTT comporta normalmente l’emissione di un segnale radio. Questa verifica deve essere effettuata soltanto su frequenze per le quali si è autorizzati a trasmettere, dopo aver controllato l’effettiva configurazione del canale. In alternativa si può utilizzare un carico fittizio adatto alla potenza e alla frequenza dell’apparato.
Come visualizzare le frequenze invece dei nomi dei canali
Un altro aspetto da considerare è la modalità di visualizzazione del display.
CHIRP-next consente di attribuire un nome alle memorie, per esempio IR1V oppure IR1UX.
Questa funzione è particolarmente comoda quando nella radio sono memorizzati molti ripetitori, ma può rendere meno immediato il controllo delle frequenze operative.
Sulla famiglia UV-5R sono disponibili due menu:
- MENU 21 – MDF-A: modalità di visualizzazione della riga superiore.
- MENU 22 – MDF-B: modalità di visualizzazione della riga inferiore.
Le opzioni normalmente disponibili sono:
| Valore | Visualizzazione |
|---|---|
| FREQ | Frequenza del canale |
| CH | Numero della memoria |
| NAME | Nome assegnato con il software |
Per controllare la frequenza di un canale sulla riga superiore, basta entrare nel menu 21 e selezionare FREQ.
Questa impostazione è utile anche per osservare il passaggio tra frequenza RX e TX quando si attiva la trasmissione.
Occorre comunque ricordare che il comportamento esatto del display può variare secondo il firmware installato.
Come richiamare direttamente una memoria dalla tastiera
Durante queste prove ho scoperto anche un altro dettaglio, apparentemente banale ma utile nell’utilizzo quotidiano della Baofeng.
Quando la radio si trova in modalità memoria e vogliamo selezionare direttamente un canale, la tastiera richiede normalmente un numero composto da tre cifre.
All’inizio, digitando semplicemente 1, mi aspettavo di richiamare immediatamente il primo canale.
La radio, invece, rimaneva in attesa di ulteriori cifre.
Il motivo è semplice: il numero della memoria deve essere digitato nel formato completo.
| Canale desiderato | Tasti da premere |
|---|---|
| 1 | 0 0 1 |
| 2 | 0 0 2 |
| 5 | 0 0 5 |
| 12 | 0 1 2 |
| 25 | 0 2 5 |
| 115 | 1 1 5 |
La radio gestisce quindi il numero del canale come un codice a tre cifre, anche quando si tratta dei primi canali.
In alternativa, è sempre possibile utilizzare le frecce su e giù per scorrere le memorie una alla volta.
Personalmente trovo la selezione numerica particolarmente comoda quando si conosce già il numero del ripetitore che si vuole richiamare.
E gli aggiornamenti firmware della Baofeng UV-10R?
A questo punto è sorta spontanea un’altra domanda: esistono aggiornamenti del firmware della UV-10R?
La questione è interessante perché occorre distinguere tre elementi differenti.
Firmware della radio
Il firmware è il software interno che controlla il funzionamento dell’apparato: tastiera, display, gestione delle frequenze, memorie e funzioni operative.
Per la Baofeng UV-5R originale, la documentazione tecnica indica l’utilizzo di un microcontrollore con memoria OTP (One Time Programmable), il cui firmware non può essere aggiornato dall’utente dopo la programmazione in fabbrica.
Per la UV-10R, invece, non ho trovato una procedura ufficiale documentata che permetta di aggiornare il firmware attraverso il normale cavo USB di programmazione.
Non è però corretto presumere automaticamente che tutte le revisioni della UV-10R utilizzino esattamente lo stesso hardware della UV-5R.
Per questo motivo, senza informazioni certe sulla specifica scheda elettronica e sul microcontrollore installato, eviterei tentativi di aggiornamento non documentati.
Configurazione delle memorie
Quello che possiamo modificare liberamente attraverso CHIRP-next è la configurazione della radio.
Possiamo aggiornare:
- Frequenze e canali memorizzati.
- Shift e coppie RX/TX.
- Toni CTCSS e codici DCS.
- Nomi dei canali.
- Potenza e altre opzioni supportate.
- Parametri di scansione e ricezione.
Queste operazioni non modificano il firmware: aggiornano soltanto i dati di configurazione memorizzati nell’apparato.
Aggiornamento di CHIRP-next
Il terzo elemento è il programma installato sul computer.
CHIRP-next viene aggiornato dagli sviluppatori per correggere problemi, migliorare la compatibilità con gli apparati e introdurre nuove funzionalità.
Mantenere aggiornato CHIRP-next è quindi utile, ma non equivale ad aggiornare il firmware della ricetrasmittente.
Allo stesso modo, il fatto che una radio sia compatibile con il profilo UV-5R in CHIRP non significa che possa utilizzare un firmware destinato alla UV-5R o ad altri apparati.
E OpenGD77?
Questa distinzione mi riporta all’equivoco iniziale che avevo raccontato nel mio precedente articolo.
Avevo acquistato la UV-10R pensando di poter installare OpenGD77, un firmware alternativo sviluppato per determinati apparati DMR.
In realtà OpenGD77 richiede radio digitali dotate di hardware compatibile e non può trasformare una normale ricetrasmittente FM analogica in una radio DMR.
La programmazione delle memorie attraverso CHIRP-next e la sostituzione del firmware sono quindi due operazioni completamente differenti, anche se entrambe possono essere genericamente descritte come interventi software.
Conclusioni: un piccolo dettaglio che insegna molto
Questa nuova esperienza con la Baofeng UV-10R mi ha permesso di comprendere una differenza tecnica importante tra la gestione delle frequenze in modalità VFO e quella delle memorie programmate.
L’assenza del simbolo + o − sul display in modalità MR non è necessariamente un errore di programmazione.
Sulle radio della famiglia UV-5R, il sistema utilizza direttamente la coppia di frequenze RX/TX memorizzata nel canale.
La mia prova pratica ha confermato il comportamento previsto: premendo il PTT, il display passa dalla frequenza di ricezione a quella di trasmissione impostata attraverso CHIRP-next.
Ho inoltre imparato a richiamare direttamente le memorie tramite numerazione a tre cifre e ad utilizzare le opzioni di visualizzazione delle frequenze disponibili nei menu della radio.
Infine, ho approfondito la distinzione tra firmware, configurazione delle memorie e software di programmazione: tre elementi spesso confusi, ma tecnicamente molto differenti.
Sono piccoli dettagli, ma per chi si avvicina per la prima volta al mondo delle radiocomunicazioni rappresentano un’importante opportunità di apprendimento.
Continuerò quindi a sperimentare con la mia UV-10R, approfondendo progressivamente le funzioni e condividendo le esperienze che potranno essere utili anche ad altri radioamatori alle prime armi.
73 de IU1WBN!
Riferimenti e approfondimenti
- CHIRP – Sito ufficiale
- CHIRP – Memory Editor Columns – Spiegazione dei parametri Duplex, Offset e Split.
- CHIRP – Discussione tecnica sulla gestione dello shift nelle UV-5R – Approfondimento sul comportamento delle memorie RX/TX.
- Manuale Baofeng UV-5R
- ARI Savona – Rete ponti radio
- OpenGD77 – Progetto firmware alternativo

