…ad un tratto si sente in radio: “Il ponte non c’è più”

Come ogni anno, noi operatori dell’A.R.I. in servizio volontario nella sala radio della Prefettura, in occasione dell’attivazione per allerte meteo di elevata criticità, cerchiamo di prepararci al meglio e, soprattutto nelle giornate autunnali di cattivo tempo, teniamo sempre un occhio sul radar meteo in attesa di una possibile chiamata d’intervento.

Già dalla mattina del 24 novembre 2019 si prospettava una giornata che non prometteva nulla di buono: le TV locali iniziavano a parlare della diramazione di una possibile allerta meteo critica, in quanto dalla Francia era previsto l’arrivo di un copioso fronte temporalesco subito dopo l’ora di pranzo.

Infatti, non è tardata la  comunicazione ufficiale di ARPAL che annunciava l’emanazione di un’allerta arancione su tutti i bacini del savonese e del genovese fino allo spezzino. Con essa è arrivata la consueta telefonata di convocazione per l’attivazione del Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS), che ci chiedeva l’approntamento imminente della sala radio.

Ci siamo coordinati tra di noi e, poco prima di pranzo, eravamo già operativi: abbiamo effettuato le prove di rito di trasmissione collegando alcuni Centri Operativi Comunali (COC) presenti sul territorio savonese e qualche collega che, dalla propria postazione privata, dava disponibilità al monitoraggio dell’evento atmosferico. Da lì in poi, come da prassi, totale silenzio radio, lasciando le frequenze dei nostri ponti libere e da impegnare solo in caso di necessità. Le previsioni erano corrette: la copiosa pioggia non è tardata ad arrivare e, con essa, le prime problematiche di smottamenti e allagamenti gestite in autonomia dal Coordinamento Soccorsi.

Guardavamo dalla piccola finestra della sala radio e vedevamo pioggia e vento imperversare in maniera anomala; la vicina piazza era quasi invisibile in quanto la quantità d’acqua che cadeva creava un muro e limitava la visuale. Eravamo seriamente preoccupati.

A pochi minuti dalle 14.00 sentiamo un collega che chiama via radio il CCS comunicando: “Il ponte non c’è più”. Io e il collega che eravamo all’ascolto ci siamo guardati in faccia, scioccati e senza proferir parola. Dopo un attimo di sgomento e ripresa la lucidità necessaria, abbiamo richiesto al collega di ripetere la nota, e lui: «Sì, vi confermo, è franato il ponte dell’autostrada Savona-Torino a poche centinaia di metri da casa mia, non lo vedo più». Confermata la nota, adesso toccava a noi comunicare al Coordinamento quanto stava accadendo: il collega, misurando i passi, si è diretto nella sala Soccorsi riferendo la notizia ricevuta. Nel mentre hanno iniziato a suonare tutti i cellulari dei responsabili dell’emergenza, confermando quanto appena comunicato: “Il ponte non c’è più”.

Fortunatamente non ci sono state vittime: in parte grazie a una guardia giurata che ha bloccato l’autostrada, si è riusciti a scongiurare il peggio. Finita l’allerta, io ed il mio collega siamo tornati a casa stanchi, portandoci dentro lo stress della giornata, ma contenti di aver reso un servizio utile alla popolazione, ricoprendo un ruolo di responsabilità all’interno di un sistema d’emergenza messo a dura prova da un territorio fragile come la Liguria, che fa i conti sempre più spesso con criticità di varia natura legate ai cambiamenti climatici e alla vulnerabilità del territorio.

Ecco perché è importante lavorare per ampliare il gruppo dei volontari operativi al CCS, affinché il servizio che siamo chiamati a prestare presso la Prefettura sia sempre sufficientemente coperto da operatori formati e desiderosi di dare il proprio contributo alla popolazione, garantendo al contempo un ricambio generazionale nell’espletamento del servizio.

 

Il Consiglio Direttivo

A.R.I. Savona O.D.V.