La mia prima radioamatoriale: Baofeng UV-10R, CHIRP-next e i primi esperimenti a Savona

da | Ott 26, 2026 | Tecnica

Dopo aver ottenuto il nominativo IU1WBN, l’autore acquista una Baofeng UV-10R e scopre che, essendo una radio FM analogica, non può essere trasformata in un apparato DMR tramite firmware. Inizia quindi a configurare ripetitori VHF/UHF, frequenze, shift e toni CTCSS.

L’articolo racconta anche l’uso di CHIRP-next per importare e programmare le memorie della radio, includendo ripetitori locali e frequenze da ascolto. Le prime scansioni domestiche non rilevano conversazioni, ma l’esperienza introduce l’autore alla programmazione radio e prepara futuri test di ricezione, QSO e sperimentazioni digitali.

Dalla fiera dell’elettronica alla mia prima radio

Dopo aver ottenuto il nominativo radioamatoriale IU1WBN, era finalmente arrivato il momento di acquistare la mia prima ricetrasmittente.

L’occasione si è presentata durante una fiera dell’elettronica, dalla quale sono tornato con una Baofeng UV-10R, una portatile bibanda VHF/UHF FM analogica, completa di antenna originale, cavo USB di programmazione e CD con il software fornito dal produttore.

In realtà l’acquisto era stato accompagnato da un certo entusiasmo, perché ero convinto di aver trovato una radio da 10 watt che potesse essere trasformata in un apparato DMR attraverso la sostituzione del firmware.

L’idea mi sembrava particolarmente interessante: iniziare con le comunicazioni analogiche VHF/UHF e successivamente esplorare il mondo della radio digitale, magari sperimentando insieme ad altri soci ARI che possiedono già apparati DMR e hotspot dedicati.

Peccato che, una volta tornato a casa e approfondito l’argomento, abbia scoperto un particolare non trascurabile: la mia Baofeng UV-10R non è una radio DMR e non può diventarlo semplicemente installando un firmware alternativo!

Poco male. Il progetto DMR rimane valido, ma per il momento ho deciso di concentrarmi su quello che la UV-10R può effettivamente fare.

OpenGD77: l’equivoco sul firmware DMR

La mia convinzione nasceva dall’esistenza di OpenGD77, un progetto open source che consente di sostituire il firmware originale di alcune ricetrasmittenti digitali DMR.

Il software introduce numerose funzionalità orientate all’utilizzo radioamatoriale ed è compatibile con alcuni modelli, tra cui Radioddity GD-77, Baofeng DM-1701 e TYT MD-UV380/390.

Ma c’è una differenza fondamentale: tutti questi apparati possiedono già l’hardware necessario per operare in modalità digitale DMR.

La Baofeng UV-10R è invece una ricetrasmittente FM analogica, priva della circuiteria necessaria a implementare nativamente la modulazione DMR.

In altre parole, non basta sostituire il firmware per trasformare una radio analogica in una digitale.

Prima lezione da neo-radioamatore: non tutte le Baofeng sono uguali e la possibilità di programmare una radio non significa necessariamente poter cambiare la tecnologia di trasmissione.

Il DMR rimane comunque uno degli argomenti che vorrei approfondire prossimamente, magari attraverso qualche esperienza condivisa in sezione con apparati e hotspot già disponibili.

I primi esperimenti: frequenze, shift e toni CTCSS

Non avendo mai utilizzato una ricetrasmittente portatile VHF/UHF radioamatoriale, sono partito dalle funzioni più elementari: sintonizzare una frequenza, comprendere i menu e cercare di ascoltare i ripetitori locali.

Come riferimento ho utilizzato la pagina Rete ponti radio di ARI Savona, dove sono riportate le caratteristiche tecniche degli impianti gestiti dalla sezione.

Ho iniziato configurando manualmente due ponti.

RipetitoreFrequenza di ascoltoShiftCTCSS d’ingresso
IR1V – R7 Bergeggi145,775 MHz−0,600 MHz162,2 Hz
IR1UX – RU3 Bric Colombino430,075 MHz+1,600 MHz162,2 / 110,9 Hz

Il ponte IR1V, installato presso Forte Sant’Elena a Bergeggi, opera sia in modalità analogica FM sia digitale C4FM. La mia Baofeng può naturalmente ricevere soltanto le comunicazioni analogiche.

Il ponte IR1UX, installato a Bric Colombino, è invece un ripetitore analogico che rappresenta anche il nodo principale del Link del Ponente, una rete interconnessa di ripetitori della Liguria occidentale.

Nel caso di IR1UX, il subtono di 162,2 Hz viene utilizzato per l’accesso locale, mentre quello di 110,9 Hz permette il transito sulla rete interconnessa.

Come funziona lo shift di un ripetitore?

La prima cosa che ho dovuto comprendere è stata la differenza tra la frequenza di ricezione e quella di trasmissione.

In un collegamento diretto, o simplex, normalmente le due stazioni trasmettono e ricevono sulla stessa frequenza.

Un ripetitore, invece, riceve su una frequenza e ritrasmette contemporaneamente su un’altra.

Per esempio, nel caso del ponte IR1V di Bergeggi, la configurazione è:

  • Frequenza RX: 145,775 MHz
  • Frequenza TX: 145,175 MHz
  • Shift: −600 kHz
  • Tono CTCSS di trasmissione: 162,2 Hz

La Baofeng permette di configurare questi parametri attraverso i menu SFT-D, OFFSET e T-CTCS.

Il tono CTCSS serve a consentire l’accesso al ripetitore, mentre normalmente non è necessario impostare un tono di ricezione per ascoltarne le trasmissioni.

Dopo diversi tentativi, sono riuscito a programmare manualmente i primi canali e a memorizzarli nella radio.

Il primo ascolto: silenzio assoluto!

Con i primi ripetitori configurati, ho avviato la scansione.

Risultato: nulla!

Nessuna conversazione, nessun segnale apparentemente interessante.

Naturalmente, le prime prove le stavo effettuando in casa, utilizzando esclusivamente l’antenna originale della Baofeng.

Questo non rappresenta certamente la condizione ideale per ricevere segnali radio, perché pareti, strutture metalliche, edifici e ostacoli possono attenuare sensibilmente le comunicazioni VHF e UHF.

Inoltre, un ripetitore radioamatoriale non trasmette continuamente: se nessuno lo utilizza può rimanere silenzioso anche per parecchio tempo.

Ho comunque verificato almeno il funzionamento dell’altoparlante e dello squelch, impostando quest’ultimo a zero (SQL = 0) e ottenendo il caratteristico fruscio continuo.

Un primo controllo funzionale superato, anche se naturalmente non sufficiente per verificare la reale sensibilità del ricevitore.

La programmazione della Baofeng attraverso CHIRP-next

Configurare manualmente due ponti è un buon esercizio per iniziare a capire il funzionamento della radio.

Ripetere però la stessa operazione per decine di frequenze diventa rapidamente poco pratico.

Per questo ho deciso di utilizzare il cavo USB fornito con la Baofeng e di installare CHIRP-next, un programma gratuito e open source per la programmazione di numerosi apparati radioamatoriali.

CHIRP permette di leggere e modificare le memorie di una radio, configurare frequenze, offset, toni, nomi dei canali e molte altre impostazioni.

Una delle sue caratteristiche più interessanti è la possibilità di importare elenchi di frequenze in formato CSV, evitando di inserire manualmente tutti i parametri.

1. Collegamento al computer e salvataggio della configurazione originale

La prima operazione è stata collegare il cavo USB al computer Windows, installando il driver necessario per il riconoscimento dell’interfaccia seriale.

Una volta individuata la porta COM, ho avviato CHIRP-next e utilizzato la funzione:

Radio → Download From Radio

Ho quindi selezionato la porta seriale e il profilo dell’apparato.

Nel mio caso la UV-10R si è dimostrata compatibile con il profilo Baofeng UV-5R, consentendomi di leggere correttamente la sua configurazione originale.

Va precisato che la compatibilità può variare tra differenti versioni e revisioni hardware. La documentazione ufficiale di CHIRP indica infatti il profilo BF-F8HP per la UV-10R: è quindi opportuno verificare sempre il proprio esemplare prima di procedere alla scrittura.

La prima cosa che ho fatto è stata salvare un backup della configurazione originale della radio.

Questa precauzione permette di conservare una copia dei parametri iniziali e di disporre di un riferimento in caso di errori nelle successive modifiche.

2. Ricerca dei ripetitori nel raggio di 100 km da Savona

Per reperire un elenco delle frequenze radioamatoriali del territorio ho utilizzato il sito:

IZ8WNH – Mappa interattiva dei ripetitori

Questo portale mette a disposizione un’interessante mappa dei ripetitori, con funzioni di ricerca geografica e filtri per selezionare gli impianti in base alle loro caratteristiche.

Ho effettuato una ricerca impostando i seguenti criteri:

  • Località di riferimento: Savona.
  • Raggio di ricerca: 100 km.
  • Modalità di emissione: soltanto FM analogica.
  • Formato di esportazione: CSV.

Il risultato è stato un file contenente un elenco di ripetitori distribuiti in Liguria e nelle aree limitrofe, con le relative informazioni di programmazione.

Questo sistema permette di risparmiare molto tempo e limita il rischio di errori nell’inserimento manuale delle frequenze.

3. Importazione del CSV in CHIRP-next

Per comprendere le modalità di importazione dei dati ho consultato anche due guide pubblicate online:

Dopo aver aperto la configurazione originale della Baofeng in CHIRP-next, ho importato il file CSV ottenuto da IZ8WNH.

Il programma permette di mantenere aperte più schede contemporaneamente: una contenente la configurazione della radio e l’altra contenente le memorie importate.

A questo punto ho semplicemente selezionato le righe interessate dal CSV, copiandole e incollandole nella tabella delle memorie della UV-10R.

L’interfaccia di CHIRP è piuttosto intuitiva, perché presenta i dati in forma tabellare, con colonne dedicate ai diversi parametri:

  • Frequenza operativa.
  • Nome della memoria.
  • Direzione dello shift e offset.
  • Modalità FM.
  • Tono CTCSS.
  • Eventuali filtri di ricezione.
  • Inclusione o esclusione dalla scansione.

Durante l’operazione, le frequenze esterne alle bande supportate dalla radio sono state escluse.

Ho quindi proseguito fino a riempire completamente le memorie disponibili, inserendo il maggior numero possibile di ripetitori compatibili.

Naturalmente, il fatto che una frequenza venga importata correttamente non garantisce che il relativo ponte sia attualmente operativo o raggiungibile dalla posizione in cui ci troviamo.

È inoltre opportuno verificare l’aggiornamento di shift e toni CTCSS, soprattutto prima di effettuare trasmissioni.

Anche le frequenze PMR, LPD e nautiche dal sito IZ8WNH

Durante la consultazione del sito IZ8WNH ho individuato anche un ulteriore file, denominato:

Chirp_Memories_plus_PMR_LPD_Nautical

Si tratta di un elenco di memorie destinato all’utilizzo con CHIRP, contenente anche frequenze appartenenti ai servizi PMR446, LPD e nautico.

Questo secondo file è distinto dall’esportazione CSV dei ripetitori FM entro 100 km da Savona.

L’ho recuperato per ampliare le possibilità di ascolto offerte dalla Baofeng, anche se la disponibilità effettiva delle frequenze sulla radio dipende dai limiti di sintonia e dallo spazio di memoria disponibile.

L’ascolto delle frequenze nautiche

Per chi vive in una città portuale come Savona, anche il settore delle comunicazioni marittime può rappresentare un interessante ambito di ascolto.

Le comunicazioni VHF nautiche utilizzano frequenze prevalentemente comprese nella banda 156–162 MHz.

Tra i canali più conosciuti troviamo il canale 16, 156,800 MHz, utilizzato per chiamata e soccorso, mentre altri canali sono destinati a comunicazioni operative secondo le rispettive assegnazioni.

È però fondamentale distinguere la possibilità tecnica di sintonizzare una frequenza dall’autorizzazione a utilizzarla in trasmissione.

La licenza radioamatoriale non autorizza a trasmettere sui canali PMR446, LPD o nautici con una Baofeng UV-10R.

Per queste memorie è quindi opportuno configurare in CHIRP-next Duplex = off, in modo da inibire la trasmissione, e rispettare le norme applicabili all’ascolto e alla riservatezza delle comunicazioni.

La UV-10R non è inoltre un apparato nautico omologato e non può essere utilizzata in sostituzione di una radio VHF marittima prevista per il servizio.

Trasferimento della configurazione alla radio

Terminata la preparazione delle memorie, ho utilizzato la funzione:

Radio → Upload To Radio

CHIRP-next ha trasferito la nuova configurazione alla Baofeng attraverso il cavo USB.

L’operazione è terminata correttamente e ho potuto richiamare dalla tastiera della radio i canali programmati.

Il risultato è stato quello di passare da una configurazione iniziale con pochi canali inseriti manualmente a un archivio completo, nei limiti della memoria disponibile, di ripetitori FM della zona di Savona e delle aree circostanti.

Il tutto evitando ore di programmazione manuale.

Scansione dei canali e prime prove di ricezione

Una volta caricata la configurazione, ho ripreso gli esperimenti di ascolto.

La Baofeng UV-10R consente di avviare la scansione delle frequenze memorizzate passando alla modalità canali e tenendo premuto per circa due secondi il tasto * SCAN.

Il menu SC-REV permette inoltre di scegliere il comportamento della radio quando viene ricevuto un segnale:

ModalitàFunzionamento
TOLa scansione si arresta temporaneamente e poi riprende
CORimane ferma finché è presente il segnale e poi riprende
SESi arresta definitivamente sul primo segnale ricevuto

Ho scelto la modalità CO, che considero particolarmente comoda per l’ascolto dei ripetitori.

Ho inoltre mantenuto lo squelch a un valore basso e verificato che non fossero attivi filtri CTCSS o DCS di ricezione potenzialmente in grado di impedire l’apertura dell’audio.

In particolare, quando si lavora con CHIRP, è importante comprendere la differenza tra Tone e TSQL: il primo permette di impostare il tono di trasmissione, mentre il secondo richiede anche un determinato tono in ricezione.

Un filtro di ricezione non necessario potrebbe quindi impedire di ascoltare un ripetitore anche in presenza di un segnale.

Per ora ancora nessuna comunicazione

Nonostante tutti i canali caricati e le prove effettuate, durante queste prime sessioni non ho ancora ascoltato conversazioni radioamatoriali.

Per il momento ho operato principalmente dall’interno della mia abitazione, utilizzando l’antenna originale della Baofeng.

Le prossime verifiche saranno quindi rivolte alla prova di ricezione all’aperto, alla valutazione dell’effettiva copertura dei ponti della zona e possibilmente all’organizzazione di un collegamento di prova con un altro radioamatore della sezione.

Quest’ultima sarebbe sicuramente la verifica più utile per capire come si comporta realmente la radio sia in trasmissione sia in ricezione.

Conclusioni: una prima esperienza che apre molte possibilità

Questa esperienza rappresenta il mio primo vero approccio pratico alle comunicazioni radioamatoriali VHF e UHF.

La Baofeng UV-10R, pur essendo un apparato relativamente economico, mi ha già permesso di affrontare numerosi argomenti interessanti: frequenze, ponti ripetitori, shift, toni CTCSS, memorie, scansione e programmazione tramite computer.

L’utilizzo di CHIRP-next e dei database di frequenze disponibili online ha inoltre dimostrato quanto gli strumenti informatici possano semplificare la gestione degli apparati radioamatoriali.

Il primo obiettivo sarà adesso completare le verifiche di ricezione ed effettuare finalmente i miei primi QSO con il nominativo IU1WBN.

In prospettiva mi interesserebbe anche sperimentare con il packet radio, APRS e le modalità digitali, sfruttando l’interfacciamento tra radio e computer.

E naturalmente rimane aperta la questione del DMR.

In sezione ci sono già apparati digitali e hotspot che potrebbero diventare la base per nuovi esperimenti condivisi, approfondendo reti, talkgroup, codeplug e firmware alternativi come OpenGD77.

Nel frattempo continuerò a fare esperienza con la mia prima Baofeng.

Perché una delle cose più interessanti del radiantismo è proprio questa: imparare attraverso la sperimentazione, confrontarsi con gli altri e condividere le proprie esperienze, anche quando qualcosa non funziona esattamente come avevamo immaginato.

73 de IU1WBN!


Link e risorse